Gaza - Infopal. Un giorno che non può essere cancellato dalla memoria del mondo intero. Aerei da guerra sfrecciano nel cielo e lanciano missili e bombe sulle sedi delle amministrazioni, sulle abitazioni e sui civili innocenti. Intere famiglie sterminate, case rase al suolo, esplosioni e urla di mamme e bambini… le sirene delle ambulanze che non smettono mai di suonare.
Un'iniezione di menzogne!
"L'inizio esoterico dell'anno si celebra al Solstizio d'Inverno, quando si depone un 'seme' sotto terra, un'idea, un progetto e si esprime un proposito da attuare nell'arco dell'anno. All'Equinozio di Primavera, se lo abbiamo protetto e nutrito bene, uscirà dalla terra e apparirà alla luce del sole." (Cit. in "Le porte di Luce", Edizioni Synthesis)
Julius Evola sosteneva che vi sono riti e feste, sussistenti ormai solo per stanca consuetudine nel mondo moderno, che si possono paragonare a quei grandi massi che il movimento delle morene di antichi ghiacciai ha trascinato dalla vastità del mondo delle vette fin giù, verso le pianure. Tra tali riti vi sono le ricorrenze come il Natale ed il Nuovo Anno che rivestono oggi, prevalentemente, il carattere di una placida o consumistica festa familiare. Al contrario di quello che si possa pensare oggi, tali feste sono ritrovabili già nella preistoria e in molti popoli con un ben diverso sfondo, incorporate da un significato cosmico ed universale. Molte volte, se non da chi non lascia nulla al caso, passa inosservato il fatto che la data del Natale non è dovuta ad una particolare tradizione religiosa, quale quella cristiana in Occidente, ma è determinata innanzitutto da una situazione astronomica peculiare: quella definita, appunto, del Solstizio d’Inverno. Per l’uomo della Tradizione ogni fenomeno cosmico è simbolo spirituale che produce effetti nelle profondità della mente e del corpo dell’uomo. Quando l’acqua fredda cade, si arrotonda in neve e si irrigidisce in ghiaccio è arrivato il tempo d’inverno e il nostro cammino si arresta per una attimo alla porta sacra del Solstizio: qui siamo posti, dunque, innanzi all’oscuramento del Principio solare nel mondo. L’anima insorge quando la luce del Sole non da più supporto alla forza del corpo e non nutre le sottili spire dell’anima ed è proprio allora che ogni uomo dovrebbe concentrarsi su ciò che deve compiere, sugli anagrammi della vita che deve sciogliere, su quello che può trasformare dentro di sè e nel ristretto ambiente in cui vive, su ciò che può imparare dagli altri: meditare per realizzare. Il Solstizio d'Inverno è il nuovo inizio, l'avvio del ciclo. Dal punto di vista esoterico, vale a dire dal punto di vista che custodisce all’interno del microcosmo umano un riflesso e una scintilla di luce del macrocosmo divino, il Solstizio e’ celebrato come l’annuncio del rinnovamento esteriore ed interiore della Natura e dell’Uomo. E' il momento più propizio, dunque, per ‘piantare’ nella nostra mente e nel nostro cuore il ‘seme’, per formulare fermamente quel proposito che determinerà la qualità del prossimo anno allontanando dal nostro animo il rancore, la paura e le invidie che ci bloccano all’ombra della luce.
Note:
Julius Evola in “Simboli della tradizione occidentale”, Arktos, 1989
Fabio Polese, Free Press Perugia

Cifre ''astronomiche'' elargite dai Paesi ricchi per ''salvare banche e banchieri'' e tanto poca generosita' per la lotta ai cambiamenti climatici: ecco il mondo di oggi, nel quale ''lo spettro del capitalismo'' avanza a tappe forzate per ''devastare il pianeta''. Anche oggi non ha deluso il presidente venezuelano Ugo Chavez con il suo intervento al vertice dell'Onu in corso a Copenaghen.ROMA - L'Italia emerge come Paese "virtuoso" della prima partita contro la pandemia, che sembra giunta a un pausa ma che non è affatto chiusa, e si prepara a studiare un vaccino potenzialmente universale, un jolly capace di combattere i tanti virus che di anno in anno scatenano l'influenza stagionale così come un'eventuale futura pandemia. A dare l'annuncio è stato oggi a Roma il viceministro del Welfare Ferruccio Fazio, in occasione della presentazione del libro sulle ricerche condotte dall'Istituto Superiore di Sanità (Iss) negli ultimi 10 anni, realizzato da agenzia ANSA e Iss.
"Un libro che dà la misura dell'importanza dell'istituto Superiore di Sanità nella vita del Paese", ha osservato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, che ha presentato il volume assieme agli ex ministri della Salute Livia Turco, Francesco Storace e Girolamo Sirchia, al presidente dell'Iss Enrico Garaci e al direttore dell'ANSA Luigi Contu. Uno dei prossimi traguardi della ricerca condotta dall'Istituto Superiore di Sanità è particolarmente ambizioso: punta a realizzare un vaccino universale "teoricamente attivo contro tutti i ceppi dei virus influenzali", ha spiegato Fazio. Si punta cioé a sviluppare una sorta di "supervaccino", ugualmente valido per tutte le influenze stagionali e future pandemie.
"L'Istituto Superiore di Sanità - ha aggiunto il viceministro - sta diventando il braccio destro del ministero per studiare vaccini innovativi validi per tutte le forme di influenza". Un bersaglio importante della ricerca sarà una proteina (l'emoagglutinina) che tutti i virus influenzali usano come arpione per ancorarsi alle cellule dell'apparato respiratorio e invaderle. E' positivo, intanto, il primo bilancio sulla pandemia: "per ora abbiamo speso meno di tutti gli altri Paesi Europei e abbiamo ottenuto i risultati migliori", ha rilevato Fazio. "La spesa pro-capite per i vaccini in Italia è stata inferiore a quella di Gran Bretagna, Francia, Stati Uniti e Canada" e "abbiamo ottenuto buoni risultati anche in termini di contenimento dei decessi". E' presto, comunque, per trarre conclusioni: i casi stanno diminuendo e così le morti, ma la pandemia non è ancora finita. Per debellarla non bisogna abbassare la guardia e proseguire con le vaccinazioni: "tutti i Paesi - ha rilevato il viceministro - sono concordi che tutte le pandemie devono essere eradicate con le vaccinazioni".
"Si tratta dell'ennesimo grave errore di un ministero che ha ampiamente dimostrato la sua fallacia e continua a impostare strategie terapeutiche inutili, dannose e costose con grande sperperio di denaro pubblico. Si da inoltre un messaggio sbagliato alla gente che invece di iniziare un percorso migliorativo del proprio igiene comportamentale di vita (alimentanzione corretta, attività fisica, allontanamento da fonti di stress ecc) si illuderà che un vaccino possa risolvere tutto. Nel 1992 venne preparato un "supervaccino" antimorbillo destinato al Terzo Mondo che venne ritirato dopo breve tempo perchè aumentava del 20% la mortalità pediatrica. Ma a quanto pare l'esperienza di errori già vissuti non serve a nulla."
Dr. Tancredi Ascani, www.omeosan.it
Si è svolta con successo la conferenza dal titolo "Influenza A/h1n1 e vaccino, paura, fantasia e realtà", organizzata dall'Associazione Culturale Tyr Perugia in collaborazione con la Macro Edizioni e Terra Nauta nella serata di venerdì 11 dicembre presso l'hotel La Rosetta di Perugia, nel corso della quale il Dottor Tancredi Ascani ha affrontato questioni relative alla campagna di vaccinazione in atto per la cosiddetta "Influenza suina". "Il dottor Ascani - afferma il vicepresidente dell'Associazione Tyr, Fabio Polese - ha esposto in maniera chiara e competente, dati scentifici alla mano, tutte le problematiche relative alla pericolosità del vaccino, oltre che della sua sostanziale inutilità". Nel corso dell'incontro si è inoltre dibattuto sulla gestione della pretesa emergenza sanitaria, partendo dal ruolo dell'Organizzazione Mondiale della Sanità fino ad arrivare allo scarsissimo numero di medici che decidono di vaccinarsi. "Occasioni come questa - continua Polese - sono secondo noi fondamentali per fornire al cittadino tutti gli elementi necessari per poter prendere decisioni su questioni così importanti e poter valutare con occhio critico ciò che l'informazione di massa ci propone; la "psicosi" dell'influenza suina è un esempio lampante di disinformazione realizzata ad arte per favorire le grandi multinazionali del farmaco a discapito della salute dei cittadini. Da parte nostra - conclude Polese - ringraziamo il Dottor Ascani e tutti i partecipanti, e contiamo di proseguire al fianco della gente su questa strada, con quella che noi chiamiamo "controinformazione", convinti che un altro modo di fare informazione sia possibile e necessario".Sempre innocente? «A questa domanda hanno già risposto, autorevolmente, le corti di Catanzaro e Bari. Non si abbia l’insolenza di fingere che questa risposta che dichiara la mia non responsabilità criminale non sia stata data».
Riconosce qualche altra accusa? «Sì, l’attentato che da oltre cinquant’anni muovo alla visione del mondo della democrazia».
«Se Freda dicesse la verità», dice il giudice Stiz che per primo ha indagato su di lei. «L’unica verità è che sono stati loro: Freda e Ventura». Lo raccontano le sentenze. Cos’è per Freda un giudice, una sentenza? Cos’è la giustizia terrena? «Un giudice è un attaché dell’ordine giudiziario che si sente ministro sacerdotale della giustizia. Se la politica è la continuazione della guerra con altri mezzi, la politica giudiziaria, con le sue sentenze, è anch’essa prosecuzione della guerra, giocata attraverso la posologia delle sanzioni. Una sentenza è una battaglia. Ma la guerra continua. Non può esaurirsi, impastata com’è di essa la vita.Giustizia è subordinazione dei peggiori ai pochissimi migliori: della massa dei peggiori ai pochissimi migliori. E’ regime castale. E’ sottomissione ai ‘belli-e-buoni’. Non è certo intrisa, la giustizia, di ipocrita bava sentimentale».
Una strage di Stato. Servizi, coperture, depistaggi, strategia della tensione. Cosa ne pensa? «Penso che riesca a darsi da solo la risposta circa l’imbecillità di questo assemblaggio di elementi, che può giustificarsi solo nel disordine di una rissa politica, cui non è di mio gusto partecipare. Chi ha formulato simili ipotesi parla di verità, ma in realtà non la persegue, voglioso di coltivare solo il proprio ‘particulare’ interesse. La sua è strategia di astensione dalla verità».
Se qualcuno ha voluto la strategia della tensione per creare un nuovo ordine di idee, un cameratismo antisovietico, ha fallito. Non crede? «In qualsiasi comportamento umano c’è tensione. Forse oggi non più, tant’è vero che si ricorre a sostanze psicotrope per eccitarla, oppure ai transessuali. Oggi la tattica è quella dell’entropia, della catatonia, dell’abbassamento, dell’estenuazione. Io fin dall’adolescenza mi sono riconosciuto in un sentimento e in una idea del mondo radicalmente ostili alla democrazia, ovvero all’egualitarismo, ossia al cristianesimo, dunque alla modernità nel suo complesso, alla decadenza che la connota. Vivendo questa ostilità, ho colto in quei regimi castrensi del secolo scorso, meglio noti come fascismi, delle forze di reazione, delle insurrezioni contro la decadenza, germinate, tuttavia, dal suolo della modernità. Per impiegare una metafora: nell’autunno della decadenza, i fascismi hanno avuto il significato di una ‘estate di san martino’, che, alla fine, è un preludio alla caduta».
Che sistema ne è uscito secondo lei? « Ma è possibile che lei non avverta quanto la sua domanda sia anacronistica oggi, di fronte al nuovo paesaggio che si disegna, di guerre razziali, di conflitti etnici? Continua a parlare di assetti sociali, di antagonismi ideologici, di istanze distributive di ricchezza, mentre osserviamo le convulsioni, l’agonia in cui si dibatte la nostra razza?
Chi è Franco Freda? «E’ un uomo che ha agito come ha il dovere di comportarsi un soldato politico, un miliziano, quando combatte dietro le linee nemiche. In questo caso, quelle della democrazia. La sua linea di condotta rimane quella cantata da Bertold Brecht, ebreo comunista di rango. Nella mia parafrasi: ‘Chi combatte per il sentimento e l’idea del mondo in cui si riconosce deve continuare la battaglia e interrompere la battaglia; dichiarare la verità e celare la verità; protendersi e ritirarsi; irrigidirsi e piegarsi da giunco fino a che la corrente non sia passata. Chi combatte per il senso e l’idea del mondo in cui si riconosce ha tra tutte una sola divisa: nulla tralasciare per compierli e realizzarli’. La mia vocazione è quella dell’uomo che abbia dignità e rispetto di sé».
Ordine Nuovo: un movimento, un’idea, un’illusione o cosa? «Niente. Ma non il niente del nichilismo. Proprio niente, aria fritta».
Carlo Maria Maggi (il dottore veneziano di Ordine Nuovo) dice: non c’erano contatti con i padovani, ci si detestava. E’ vero? «L’aria fritta si può detestarla?».
Maggi dice anche che secondo lui la pista più probabile è Valpreda. Come la vede? «Mi scusi, ma l’espressione aria fritta non esaurisce il tutto del niente?».
Secondo l’agente Spiazzi invece, sarebbero stati gli americani. Tutti dicono la loro. Le viene da ridere? «Ci sarebbe da piangere quando i latrati e i guaiti della canaille raggiungono la luna».
Cos’è una strage di gente comune? «Si rivolge a me? Perché non ai dirigenti del Pentagono, che hanno pianificato le stragi, l’altro ieri in Serbia, ieri in Iraq, oggi in Afghanistan? Per non ricordare Hiroshima, Nagasaki, Dresda, la Palestina… Perché loro non sono testimoni di Evola, ma di Yahvè?…»
Piazza Fontana le ha cambiato la vita? «Non confonda il fatto con la sua proiezione giudiziaria, processuale. Quest’ultima mi ha imposto quattordici anni di clausura, che per me ha significato una guerra di posizione, un radicamento nella mia linea di fronte».
Sopporti l’ultima domanda borghese: chi è stato? «E lei sopporti questa massima di Shakespeare: ‘I segreti si affidano al cuore, non alla lingua’. E se per assurdo io avessi un segreto, lo affiderei alla sua gazzetta cursoria?».
Andrea Pasqualett, “Corriere del Veneto”, 12-12-2009